Alla fine degli anni ’80, quando formati come ARC e i primi ZIP dominano la scena DOS, nel mondo UNIX e nei sistemi alternativi come Amiga e Atari ST circola un archiviatore diverso: ZOO.
Non avrà mai la popolarità universale di ZIP o RAR, ma introduce idee originali che lo rendono apprezzato in alcuni ambienti.
ZOO viene sviluppato da Rahul Dhesi, programmatore americano, e rilasciato per la prima volta nel 1986. A differenza di ARC, che nasce in ambiente DOS con una mentalità molto “pratica”, ZOO viene concepito con una forte influenza UNIX: ordine, coerenza nei comandi, attenzione alla gestione delle versioni.
Zoo
L’archiviatore viene distribuito come software gratuito (ma non open source in senso moderno), e può essere ricompilato su diversi sistemi operativi: oltre a UNIX e DOS, esistono versioni per Amiga, Atari ST e persino VMS.
ZOO introduce alcune funzioni interessanti:
- Gestione delle versioni dei file: ogni volta che un file già presente in archivio viene aggiornato, ZOO non lo sovrascrive, ma lo salvava come una nuova versione. L’utente può decidere di estrarre la versione più recente o consultare quelle vecchie.
- Metadati dettagliati: mantiene informazioni su data e permessi dei file, fondamentale su sistemi UNIX multiutente.
- Affidabilità: è considerato robusto e sicuro, meno soggetto a corruzione degli archivi rispetto ad ARC.
- Compressione basata su LZW: non la più efficiente sul mercato, ma abbastanza buona per l’epoca.
Queste caratteristiche lo rendono molto popolare nel mondo universitario e accademico, dove UNIX dominava e la gestione delle versioni è particolarmente apprezzata.
ZOO conosce una discreta popolarità anche nel mondo Amiga, grazie al porting realizzato da Stefan Boberg. Negli anni ’90 molti archivi di software shareware e raccolte freeware per Amiga vengono distribuiti in formato .zoo.
Anche alcune BBS europee adottano il formato, soprattutto in ambito accademico o hobbistico, dove la portabilità multi-sistema è un vantaggio rispetto al più diffuso ZIP.
Nonostante le innovazioni, ZOO non riesce mai a imporsi come standard globale. Le ragioni sono diverse:
- Compressione meno efficiente rispetto a ZIP, ARJ e, più tardi, RAR.
- Interfaccia solo a riga di comando, che limita l’adozione tra utenti meno esperti, soprattutto su DOS e Windows.
- Mancanza di uno sviluppo continuativo: dopo la fine degli anni ’80 il progetto riceve aggiornamenti sporadici, mentre altri formati evolvono rapidamente.
Entro la metà degli anni ’90, ZOO è già percepito come un formato “di nicchia”, utilizzato quasi esclusivamente su Amiga o in contesti UNIX particolari.
Nonostante il declino, ZOO ha lasciato un segno:
- è uno dei primi archivi cross-platform, usato contemporaneamente su DOS , UNIX e home computer.
- la gestione delle versioni multiple dei file in archivio ha anticipato concetti che sarebbero poi diventati centrali nei sistemi di versionamento e controllo delle revisioni.
- rimane parte integrante della memoria storica di Amiga e delle BBS , dove i file .zoo compaiono ancora oggi in raccolte di software retro.
ZOO non ha mai avuto la fama planetaria di ZIP, RAR o ARJ, ma rappresenta una pietra miliare “alternativa” nella storia della compressione.
E' stato il formato che ha saputo parlare la lingua di UNIX e Amiga, privilegiando l’ordine e la gestione delle versioni più che l’efficienza pura.
Oggi i file .zoo sono rari, ma chi frequenta archivi storici e collezioni shareware continua a incontrarli come traccia di un’epoca in cui la creatività dei programmatori produceva ogni anno un nuovo archiviatore, ognuno con la speranza di diventare il prossimo standard globale.