Tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90, oltre a PAK e ARJ, emerge un altro formato molto apprezzato, soprattutto in Europa: UC2, abbreviazione di UltraCompressor II.
UC2 viene sviluppato da D.J. Murdoch e Markus Oberhumer, programmatori noti nella scena shareware, e rilasciato nel 1992. Si tratta dell’evoluzione di un primo tentativo, UC1, che non aveva avuto particolare successo.
UC2 UltraFast Sel Extracting Archive
UC2 punta tutto sulla qualità della compressione, ottenuta grazie ad algoritmi avanzati per l’epoca, che spesso superano ZIP e ARJ nei test comparativi:
- Compressione molto elevata, in alcuni casi migliore anche delle prime versioni di RAR.
- Gestione efficiente dei volumi multi-file.
- Supporto ottimizzato a dati binari e testuali, con algoritmi adattivi.
- Distribuzione come shareware.
UC2 ha particolare popolarità in Germania, Paesi Bassi e Scandinavia, dove viene preferito da alcune comunità BBS e gruppi di distribuzione shareware. Riviste informatiche europee lo presentano come “il miglior compressore disponibile” nei primi anni ’90.
In alcune raccolte di software shareware, specialmente quelle distribuite su floppy e CD-ROM, gli archivi .uc2 sono frequenti, benché mai universali.
Nonostante le prestazioni, UC2 non riesce a diventare lo standard globale. Le cause principali furono:
- Formato proprietario, senza specifiche aperte.
- Compatibilità limitata: pochi software di terze parti lo supportavano.
- RAR e ZIP troppo forti: ZIP si impone come formato universale e RAR cresce rapidamente con funzioni simili e maggiore supporto commerciale.
Entro la metà degli anni ’90, UC2 è già in declino, confinato a comunità locali e nostalgici.
UC2 è ricordato come uno dei migliori compressori della sua epoca per rapporto di compressione, ma anche come esempio di come l’efficienza pura non basti: senza apertura e compatibilità, un formato non può sopravvivere a lungo.
PAK e UC2 sono due esempi emblematici delle “guerre dei formati” degli anni ’80-’90: software tecnicamente validi, capaci di innovare e talvolta superiori ai concorrenti, ma destinati a sparire per mancanza di ecosistema, licenze chiuse o semplicemente perché arrivati nel momento sbagliato.
Oggi sopravvivono come curiosità storiche, rintracciabili in vecchi archivi su BBS o CD-ROM, testimonianza di un’epoca in cui ogni programmatore poteva tentare di inventare il “nuovo standard” della compressione.