CPU anni '70

Intel 4004
i4004Data di rilascio: 1971 - Velocità di clock: 740KHz

L’Intel 4004 è il primo microprocessore commerciale mai realizzato. Prodotto a partire dal 1971, è costruito con tecnologia a 10 micron e contiene 2.300 transistor. Lavora a una frequenza di 740 kHz e può indirizzare 640 byte di memoria RAM, una quantità oggi impensabile, ma all’epoca sufficiente per le calcolatrici.
Progettato inizialmente per la Busicom, azienda giapponese di calcolatrici, il 4004 segna la nascita dell’informatica su chip singolo, racchiudendo per la prima volta in un solo circuito integrato la logica di controllo e calcolo. Apre la strada alla rivoluzione del personal computing, dimostrando che l’elaborazione può essere miniaturizzata.
Nonostante le sue limitazioni, il 4004 è un’invenzione storica: è il capostipite dell’architettura dei microprocessori e rappresenta l’inizio del percorso che porterà ai moderni computer, smartphone e server. Con questo piccolo chip, Intel cambia per sempre la storia dell’elettronica.

 


Motorola 6800
Data di rilascio: 1974 – Velocità di clock: 1 MHz

Il Motorola 6800 debutta nel 1974 come uno dei primi microprocessori a 8 bit progettati per applicazioni generiche. Lavora a una frequenza massima di 1 MHz, utilizza circa 4.000 transistor realizzati in tecnologia NMOS e può indirizzare 64 KB di memoria, una quantità significativa per l’epoca.
Il processore è il frutto del lavoro di un team guidato da Chuck Peddle all’interno di Motorola.
Tuttavia, il costo elevato del chip, inizialmente oltre i 170 dollari, ne frena la diffusione.
Il Motorola 6800, nonostante tutto, trova spazio in applicazioni industriali e didattiche, e apre la strada a una famiglia di processori longeva, tra cui il 6809 e la celebre architettura 68000, destinata a fare scuola nei computer degli anni ’80.

 


MOS 6502
Data di rilascio: 1975 - Velocità di clock: 1MHz

Il MOS 6502, prodotto da MOS Technology acquisita nel 1976 da Commodore, arriva nel 1975 come una rivoluzione: costa appena 25 dollari, contro i 179 del più noto Motorola 6800, ma offre prestazioni simili o superiori. Lavora a 1 MHz, contiene circa 3.500 transistor ed è costruito con tecnologia NMOS a 8 bit.
Il chip è progettato da un gruppo di ex ingegneri Motorola, guidati da Chuck Peddle, con l’obiettivo di portare la potenza dei microprocessori nelle mani di studenti, hobbisti e costruttori di computer a basso costo.

Il 6502 viene adottato da computer come l’Apple I, l’Apple II, il Commodore PET, il VIC-20, l’Atari 400/800 e persino dal Nintendo Entertainment System (NES).
Grazie al suo set di istruzioni semplice, all’elevata efficienza nell’esecuzione e al prezzo contenuto, il MOS 6502 contribuisce a democratizzare la microinformatica e diventa uno dei microprocessori più longevi e diffusi della storia.

 


Zilog Z80
Data di rilascio: 1976 - Velocità di clock: 2,5 MHz - 8 MHz

Lo Zilog Z80 arriva nel 1976 come risposta diretta al successo dell’Intel 8080. È progettato da Federico Faggin, già co-creatore dell’Intel 4004 e 8080, che abbandona Intel per fondare la propria azienda: Zilog Inc.
Il processore, a 8 bit, nasce per essere compatibile a livello binario con l’8080, ma offre molto di più: un set di istruzioni esteso, registri aggiuntivi, un controller di refresh integrato per gestire direttamente la RAM dinamica (DRAM), e una maggiore efficienza nei cicli macchina. Tutto questo a un costo inferiore, con prestazioni superiori. Un connubio perfetto.
Con frequenze che partono da 2,5 MHz e versioni successive che arrivano fino a 20 MHz (e oltre, nei cloni CMOS come il Z84C00), il Z80 conquista il mondo e diventa uno dei processori più longevi e iconici di sempre.

 


Intel 8086
i8086Data di rilascio: 1978 - Velocità di clock: 4.77MHz - 10MHz

L’ 8086 (1978) è un chip da 3 micron, che lavora a 4,77 MHz, con versioni successive che arrivano a 10 MHz. Al suo interno ci sono 29.000 transistor, un salto quasi quadruplo rispetto ai 6.000 dell’8085 del 1976. Non è il primo processore a 16 bit in assoluto, ma è il primo di Intel, e soprattutto è quello che segna l’inizio dell’era dei 16 bit nella microinformatica.
L’8086 supporta il software sviluppato per gli 8080, 8085 e persino per l’8008, e al tempo stesso riesce a indirizzare fino a 1 megabyte di memoria, un’enormità per l’epoca. Questo lo rende subito una scelta vincente, un punto di riferimento per i produttori di PC e un trampolino di lancio per l’intero ecosistema x86.

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