Mauro Picone

Nato a Palermo il 2 maggio 1885, Mauro Picone si forma alla Scuola Normale Superiore di Pisa sotto la guida di Ulisse Dini e Luigi Bianchi.

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Dopo la laurea (1907), lavora come assistente a Pisa, poi al Politecnico di Torino con Guido Fubini, concentrandosi su equazioni differenziali ordinarie e alle derivate parziali.

Durante la Prima guerra mondiale si occupa di calcoli balistici, esperienza che rafforza in lui la convinzione che la matematica possa e debba avere applicazioni concrete.

Negli anni successivi insegna a Catania, Cagliari, Pisa e infine a Napoli, dove nel 1927 avvia un laboratorio di analisi numerica destinato a crescere rapidamente.

Nel 1932 si trasferisce a Roma e nel 1960, anno del suo pensionamento, fonda l’Istituto Nazionale per le Applicazioni del Calcolo (INAC) all’interno del CNR.

Questo diventa presto il principale centro extra-universitario di ricerca matematica in Italia, e dal 1975 porta il suo nome. Sotto la guida di Picone, l’INAC, e poi l’IAC, si distingue per l’uso di matematica avanzata in progetti concreti e per la capacità di attrarre e formare gran parte della futura élite matematica italiana.

Secondo Francesco Tricomi, almeno tre quarti dei professori di Analisi delle università italiane dell’epoca provengono, direttamente o indirettamente, dalla sua scuola.

Nel 1955 l’INAC diventa il secondo centro in Italia a dotarsi di un calcolatore elettronico, ampliando così le proprie capacità di calcolo. 

Picone pubblica quasi 300 lavori di ricerca, affrontando in particolare equazioni differenziali, calcolo delle variazioni e, in misura minore, problemi di geometria differenziale classica.

È noto soprattutto per l’identità di Picone, relativa alle equazioni differenziali ordinarie lineari del secondo ordine. Le sue ricerche combinano rigore teorico e finalità didattiche, includendo miglioramenti e precisazioni di risultati esistenti e studi sulle stime a priori delle soluzioni.

Riconosciuto a livello internazionale, riceve il Premio Reale dei Lincei (1938), la Medaglia d’oro dei Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte ed è membro di prestigiose accademie, tra cui l’Accademia dei Lincei, l’Accademia dei XL e la Pontificia Accademia delle Scienze.

Muore a Roma l’11 aprile 1977, lasciando un’eredità scientifica e istituzionale che ancora oggi influenza la matematica applicata in Italia.

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