MC Microcomputer nasce a Roma nel settembre 1981 da un gruppo di collaboratori provenienti dal Gruppo Editoriale Suono e dall’esperienza di Micro & Personal Computer; la direzione passa da Paolo Nuti a Marco Marinacci.
MC Microcomputer n.1
È edita da Technimedia fino al 1999 e da Pluricom dal 1999 alla chiusura (giugno 2001).
Dà vita alla rete MC-Link nel settembre 1986, inizialmente come servizio BBS accessibile via modem, che poi evolve in vero ISP autonomo, testimonianza della propensione della testata a “sporcarsi le mani” con la telematica prima di Internet di massa.
A caratterizzare la storia di questa rivista, troviamo dei numeri di tutto rispetto: tiratura 90.000 e record vendite 60.000 copie, dati che spiegano l’enorme penetrazione culturale della rivista in Italia negli anni d’oro dell’informatica personale. L’ultimo numero pubblicato è il 218 (giugno 2001); il 219 (luglio/agosto 2001) risulta impaginato ma mai stampato per mancanza di fondi.
La linea editoriale di MC è unica nel panorama italiano: tecnica ma fortemente divulgativa, con rubriche che mescolano rigore e cultura pop dell’informatica. Oltre a test su hardware e software, a programmi listati e a un’attenzione costante per linguaggi e architetture, restano celebri “Intelligiochi” (algoritmi, logica, matematica), “Informatica & Diritto”, “Cittadini & Computer”, “Grafica”, “Desktop Publishing”, “Computer e Video”, “Digital Imaging”.
Un tratto distintivo è l’apertura alla narrativa breve: dapprima con Elvezio Petrozzi, poi con Marco Calvo, MC pubblica racconti (spesso di fantascienza) nel solco della rubrica Storyware che, tra 1993 e 1996, diventa uno dei rarissimi sbocchi professionali della SF breve su una rivista informatica italiana (Calvo sarà poi tra i fondatori di Liber Liber).
Questo contribuisce a creare un immaginario tecnologico condiviso tra lettori, programmatori, grafici e creativi. Sul piano dell’ecosistema, MC funziona da “madre” di altre iniziative editoriali: MC-digest (raccolte monotematiche dal 1995: fotografia digitale, video digitale, CD-ROM, Internet), collaterali come PC imaging e legami con Byte Italia negli ultimi anni.
La spinta alla telematica si concretizza nell’annuncio “Arriva MC-Link” (n. 55, 1986), oggi consultabile su Internet Archive insieme a tutti i numeri della testata e ai progetti commemorativi MC-online / RaccoltineMC che ne preservano l’eredità editoriale.
MC è, in definitiva, la grammatica di base con cui una generazione italiana impara a leggere la tecnologia: test affidabili, didattica paziente, attenzione ai diritti digitali e al rapporto cittadino-computer.
Tutti i numeri di MC Microcomputer (Foto collezione privata Felice Pescatore)
Grazie all'opera di Andrea De Prisco, oggi è possibile consultare tutti i numeri online: https://www.digitanto.it/mc-online/