Come visto, dopo le travagliata vicende che hanno visto il DR DOS passare da Digital Research a Novell, quindi a Caldera, Lineo e DeviceLogics, l’esperienza del sistema operativo erede della storia di Kindall sembrava orami conclusa.
Eppure, a sopressa nel 2026, invece, il marchio “DR DOS” torna improvvisamente alla ribalta con un nuovo sistema operativo denominato DR-DOS 9.0.

Il nuovo DR-DOS viene sviluppato dalla società Whitehorn Ltd. Co., che acquisisce il marchio DR-DOS nel 2022 e ne completa la registrazione nel 2023. Lo sviluppatore principale, noto online con lo pseudonimo CheeseWeezel, presenta pubblicamente il progetto nel marzo 2026 spiegando di voler riportare in vita DR-DOS senza le incertezze legali che hanno accompagnato il software negli ultimi decenni.
Non si tratta, però, dell’evoluzione del DR-DOS storico, ma di una completa reimplementazione, realizzata secondo il metodo della clean-room implementation: gli autori dichiarano di non aver riutilizzato alcuna riga di codice proveniente dalle versioni originali, da OpenDOS, da EDR-DOS o da FreeDOS.
Secondo il promotore dell’iniziativa, il nuovo sistema operativo rappresenta la prosecuzione ufficiale della storia di DR-DOS in quanto Whitehorn detiene il marchio commerciale e i relativi diritti. Per questo motivo il software viene identificato come DR-DOS 9.0 e non come un semplice clone o un progetto ispirato all’originale.
Come detto, l’intero sistema viene scritto partendo esclusivamente dalle specifiche tecniche e dal comportamento documentato del DOS storico. Gli sviluppatori affermano esplicitamente di non utilizzare codice proveniente da:
- Digital Research
- Novell DOS
- Caldera OpenDOS
- EDR-DOS
- FreeDOS
L’obiettivo dichiarato consiste nel realizzare un sistema operativo compatibile con DOS che sia giuridicamente "pulito" e privo di qualsiasi ambiguità sulla proprietà intellettuale.
Da sottolineare che DR-DOS 9 non viene distribuito in modalità open source, ma è un progetto proprietario e la versione beta può essere scaricata gratuitamente soltanto per uso personale e non commerciale: Per utilizzi professionali o industriali Whitehorn prevede licenze commerciali dedicate.
Gli autori spiegano che questa scelta permette di mantenere il massimo controllo sul codice, ridurre le dimensioni del sistema operativo e ottenere un comportamento prevedibile anche nelle operazioni a basso livello.
Sotto il profilo tecnico con l’intero kernel sviluppato in linguaggio Assembly x86, utilizzando l’assembler NASM insieme al linker ld86, richiedendo almeno:
- processore 80386 compatibile
- almeno 2 MB di RAM
- scheda video VGA
- supporti FAT12 o FAT16
- BIOS con indirizzamento CHS oppure LBA
Pur essendo ancora in pieno sviluppo, DR-DOS 9 include già un insieme sorprendentemente completo di strumenti, tra i quali figurano:
- shell a riga di comando compatibile DOS
- FDISK e FORMAT
- editor di testo a colori
- utility MEM
- supporto per il mouse
- editor esadecimale
- strumenti di debugging
- comandi PEEK, POKE e JMP per l’accesso diretto alla memoria
- utility REBOOT

Attualmente, gli sviluppatori dichiarano di avere già eseguito con successo numerosi programmi e videogiochi storici, tra cui:
- DOOM
- Warcraft
- SimCity
- Commander Keen
- Oregon Trail
- Stronghold
pur riconoscendo che il lavoro non è ancora terminato, gli aggiornamenti vengono pubblicati con cadenza quasi settimanale e la compatibilità continua a migliorare, con una roadmap ufficiale che prevede ulteriori funzionalità, tra cui:
- supporto al file system FAT32
- gestione di un numero maggiore di unità logiche
- potenziamento del linguaggio batch con cicli FOR e nuovi comandi SET
- miglioramenti della compatibilità con il software DOS esistente
- aggiornamenti continui delle utility di sistema
Può sembrare curioso che nel 2026 qualcuno investa tempo e risorse nello sviluppo di un nuovo DOS, ma gli autori sostengono però che esista ancora uno spazio concreto per un sistema operativo estremamente leggero, semplice da comprendere e ideale per studiare il funzionamento dei PC compatibili IBM, sviluppare software a basso livello, eseguire programmi storici e sperimentare direttamente con l’hardware.
In questo senso DR-DOS 9 non si propone come concorrente dei moderni sistemi operativi, ma come una piattaforma dedicata agli appassionati di retrocomputing, agli sviluppatori embedded e a chi desidera comprendere l’architettura dei personal computer senza gli strati di astrazione dei sistemi contemporanei.
Dal punto di vista storico, il nuovo DR-DOS non discende dal codice sviluppato da Digital Research nel 1988, ma dal punto di vista giuridico, il progetto utilizza il marchio ufficiale DR-DOS, oggi registrato da Whitehorn Ltd. Co., e si presenta come il successore ufficiale della storica famiglia di sistemi operativi.




