Quarta Generazione

Nel 1990 la Nintendo lancia in Giappone il Super FAMICOM (in Italia Supernintendo, o SNES), che riscuote un successo paragonabile a quello del Mega Drive.

Cominciano così degli anni davvero entusiasmanti: da una parte il Super Nintendo, che offre una scala cromatica di 256 colori, dall'altra il Megadrive che, nonostante i suoi soli 64 colori, risponde con la velocissima CPU che surclassa quella dello SNES. I giochi escono quasi sempre per entrambe le console anche se alcuni must, come Street Fighter 2 rimasero per molti anni esclusiva Nintendo. Mortal Kombat uscì per entrambe, ma la versione Megadrive vende di più poiché la Nintendo, da sempre super-protettiva verso i propri acquirenti, aveva eliminato il sangue dal gioco.  snes

Console Super Nintendo Entertainment System (modello PAL SNSP‑001, versione europea). (Foto di JCD1981NL, licenza CC BY‑SA 3.0 su Wikimedia Commons)

Nel 1990 NEC lancia il turbo Express Color, ottimo prodotto ma destinato a seguire le sorti del predecessore PC engine. Nel 1991 la SEGA lancia il Game Gear: un Master system portatile. Si tratta del primo sistema portatile ad offrire un TV Tuner (opzionale) in grado di trasformare la console in un televisore portatile, ma il prezzo elevato e l’altrettanto elevato consumo ne decretano un rapido declino.

gamegearConsole Sega Game Gear (1990–91), portatile a colori retroilluminato. (Foto di Evan Amos, rilasciata in pubblico dominio (CC0))

Sempre nel 1991 SNK lancia NEO GEO, nata per le sale giochi e adattata per l’utenza home.

I prezzi dei giochi sono però particolarmente alti arrivando a costare quanto la console stessa, a cause del fatto che contenevano molti dei componenti che sarebbero potuti essere ospitati nella console stessa. Il Neo Geo è ancora oggi diffusissimo in molte sale giochi (Metal SlugFatal Fury e tantissimi altri titoli).  Successivamente ne venne anche commercializzata una versione con cd rom, il Neo Geo CD.

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Console SNK Neo Geo AES (Advanced Entertainment System, 1990–91), con controller originale. (Foto di Evan Amos, licenza Public Domain (CC0))

Sempre nel 1991 Philips tenta di creare il nuovo strumento multimediale per tutta la famiglia: Il CD-I o CD Interactive.

Si dice che inizialmente Philips cercasse un accordo con Nintendo per il cd da aggiungere al Super Nintendo ma in seguito al fallimento della trattativa decise di produrre in proprio il dispositivo. Il Philips CD-I faceva da karaoke, aveva l'espansione per leggere i video cd, aveva i giochi e enciclopedie ed utilizzava il joypad come telecomando. Ebbe un discreto successo ma il sistema fu abbandonato.

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Philips CD‑i serie 910, console multimediale con controller paddle. (Foto di Evan⁣ Amos – public domain (CC0))


Nel 1992 Commodore la console Amiga CD32, completamente snobbata dai grandi produttori di giochi.

 

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Commodore Amiga CD32 (1993), console 32‑bit a CD‑ROM. (Foto di Evan Amos, rilasciata in pubblico dominio (CC0))

Sempre nel 1992 la Barcode Games immette sul mercato il Barcode Battler, uno speciale tipo di console che fa “lottare” dei personaggi una volta che si introduce delle apposite card (tipo Magic oYu-Gi-Oh) che rappresentavano questi personaggi e sono dotate di codici a barre.

La console ha un’imprevista notorietà in quanto alcuni accaniti giocatori si accorgono che Barcode Battler legge non solo i codici a barre delle card ufficiali, ma qualsiasi codice a barre. Perciò se si voleva dare una maggiore forza d'impatto al proprio personaggio, bastava sostituire il codice a barre presente sulla card con un codice a barre preso da un altro prodotto: un pacco di patatine, un gelato, una zuppa in scatola. La pratica ebbe successo per qualche tempo finche' il Barcode Battler non passò di moda.

Nel 1993 la SEGA lancia il Mega CD, ma il prezzo alto e i giochi non all'altezza lo relegarono ad una nicchia di appassionati, nonostante su di esso appaiano i primi abbozzi di film interattivi. Lo stesso anno Atari tenta l’ultima carta con Jaguar, ma il gioco di lancio Cyber Morph delude le aspettative e l’unico gioco degno di nota è Alien vs Predator del ’94. La consolo non fu assolutamente presa in considerazione al di fuori degli USA.

jaguarConsole Atari Jaguar (1993–94), settima generazione con design audace. (Foto di Evan Amos – pubblico dominio (CC0))

Nel 1994 la Bandai lancia il Playdia, una console nata per il solo mercato giapponese dal costo di circa 250 dollari. Playdia ha un lettore CD 1X ed un controller a raggi infrarossi integrato nella macchina ed è pensato per far girare principalmente giochi basati sui cartoni animati, tipoDragon Ball Z Shin Seiyajin Zetsumetsu Keikaku Chikyu HenDragon Ball Z Shin Seiyajin Zetsumetsu Keikaku Uchyu HenSailor Moon S Quiz Taiketsu!SD Gundam Daizukan.

playdiaConsole Bandai Playdia (Quick Interactive System, 1994, Giappone), con controller wireless integrato. (Foto di Evan Amos, pubblico dominio (CC0))

Nel 1994, SEGA, per far fronte all'imminente uscita della nuova generazione di console, proponeun add on per il suo Megadrive: il 32x, che trasportava il Megadrive nel mondo dei 32 bit e utilizza apposite cartucce per il nuovo hardware. In realtà più che un add-on era come se fosse una nuova console, tant’è che necessitava di alimentazione supplementare oltre a quella del MD.

Il tentativo si rileva un disastro, così come fallisce anche Nomad, una sorta di Megadrive portatile. Anche Nintendo aveva più volte annunciato una unità Cd per il suo Super Famicom ma poi non se ne fece nulla. Tutti questi errori portarono alla formazione di un buco nero nei conti della SEGA.

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Sega Mega Drive modello 1 (versione originale, 1988‑90), la prima console 16‑bit Sega. (Foto di Evan Amos – pubblico dominio (CC0))

Sempre 1994 La 3DO (consorzio tra PanasonicMatsushita) lancia 3DO, ideata da Trip Hawkins e conosciuta come fz1. Si tratta della prima console a 32 bit dotata di CD, ma assolutamente fuori mercato visto il prezzo eccessivo e i pochi giochi di qualità.

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Panasonic REAL 3DO FZ‑1 (1993), console 32‑bit CD-ROM di quinta generazione. (Foto di Evan Amos – CC BY‑SA 3.0 su Wikimedia Commons)

SEGA, invece, lancia SATURN (1994), la sua console a 32 bit pensata per battere Nintendo. In Giappone Saturn ha un buon seguito ma in America e in Europa i giocatori sono in attesa dell'annunciata nuova meraviglia di Nintendo, il Nintendo Virtual Boy (1995).

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Console Sega Saturn modello 1 (USA/Jap, lancio 1994–95), con controller originale. (Foto di Evan Amos – pubblico dominio (CC0))

Il Virtual Boy dispone di due LED Screen, i quali, grazie ad un sofisticato sistema di specchi, rendono al giocatore la sensazione di profondità e di distanza nei giochi.

Ne vengono venduti circa 770.000 unità in tutto il mondo ma subito si intuisce che non sarebbe durata. Infatti la grafica a due colori è poco accattivante e proprio il fatto che la bicolorazione permettesse la proiezione tridimensionale non impressionò il grande pubblico.

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“Nintendo Virtual Boy (1995), console di realtà virtuale con visore e controller.( Foto di Evan Amos – pubblico dominio (CC0))

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