Quinta Generazione

Quasi in modo inatteso a lanciare la sfida a Saturn è un terzo incomodo, la Sony che presenta la PlayStation.

Le due console si equivalgono sia tecnicamente che a livello di costi (in Italia superiore al milione), cosa che inizialmente crea una bella lotta. Ma con il tempo diventa sempre più chiaro che la console con i migliori giochi supportata dalla migliore campagna pubblicitaria è la PlayStation. Il successo diventa planetario, così come planetaria diventa la diffusione dei modchip e dei giochi piratati, segnando la fine per il Saturn di SEGA.

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Sony PlayStation (PS1, versione originale 1994–95), con controller standard. (Foto di Evan Amos – pubblico dominio (CC0))

 

Nel 1996 Nintendo decide di far uscire una sua nuova console “tradizionale”: il Nintendo 64, che, però, clamorosamente non usa i CD ma ancora le obsolete cartucce (in grado di offrire maggiori garanzie contro la pirateria).  

Nonostante la grafica superiore, con effetti di anti-aliasing e bilinear filtering, Nintendo non riesce ad intaccare il dominio di Sony che continua a dominare il mercato con la propria Playstation, incrementandone la diffusione.

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Console Nintendo 64 (1996–97), versione originale con controller in dotazione. (Foto di Evan Amos – pubblico dominio (CC0))

Tutto ciò grazie ai centinaia di giochi disponibili, tra cui capolavori assoluti del calibro di Gran TurismoTekken 3ISS ProResident EvilMetal Gear SolidFinal Fantasy. Tutte le più importanti software house del mondo ludico si cimentano con la PlayStation eleggendola, di fatto, standard dell'intrattenimento digitale e sdoganando definitivamente i giochi come vero e proprio fenomeno di massa.

Tiger Eletronics presenta la console portatile Game.Com, pensata per un target maturo per la quale vengono sviluppati giochi come Duke Nukem 3D e la trologia di Mortal Kombat. La console non ha molto successo, per colpa dei pochi giochi a disposizione (solo 20) e nel 2000 Tiger Electronics smette di produrla.
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Tiger Game.com (1997), console portatile con touchscreen e connettività Internet. (Foto di Evan Amos – pubblico dominio (CC0))

Nel 1998 SEGA gioca la sua ultima carta presentando la console DREAMCAST (DC) a 128bit. Basata su sistema operativo derivato da Windows CE, Dreamcast sembra avere grandi potenzialità e mostra subito la spiccata tendenza al multiplayer con i suoi 4 ingressi per joypad e un modem per connettersi ad internet.

In Giappone viene però accolta freddamente mentre ha un buon successo in Europa e soprattutto in America. In Italia la console non è mai stata supportata a livello pubblicitario e ci furono grossi problemi di distribuzione tanto che nel 2000 la SEGA tolse la distribuzione alla Giochi Preziosi per occuparsene direttamente.

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Console SEGA Dreamcast (1999–2000). (Foto di Evan Amos – pubblico dominio (CC0))

Nel corso degli anni per DC sono stati creati dei veri e propri capolavori, ma la console di SEGA non conquista il mercato ed i profitti sono ridotti al minimo, complice anche l'aggressiva politica commerciale di SONY che impedisce ad alcune Software House di sviluppare per Dreamcast, tant’è che la maggior parte dei titoli di richiamo sono prodotti dalla SEGA stessa.

Sulla DC nascono i primi giochi Internet-only per console (Phantasy Star Online e la conversione di Quake 3 Arena)e le VMU, memory card dotate di un display e pulsanti che permettono di giocare ovunque a dei mini giochi che si ottengono giocando con alcuni titoli.

La console inoltre utilizza particolari supporti anti-pirateria chiamati GD Rom, dalla capacità di 1 Gb ed illeggibili dai comuni lettori CD del PC.

Nel 1999, però,  un gruppo di hacker denominato Utopia scopre il modo di collegare un Dreamcast al PC per poter estrarre i dati dei GD e riversarli su normali cd. Il gruppo inoltre crea il famoso "boot cd": un disco che avvia il DC in modo da fargli leggere normali cd (come le copie illegali dei giochi).  Su internet comincia così la furiosa distribuzione delle ISO dei giochi (immagini dei GD Rom) ma c’è anche un fenomeno collaterale positivo: nascono i primi sviluppatori indipendenti di software per Dreamcast. Vengono infatti realizzati i video cd players, MP3 players e emulatori tutti creati da appassionati e resi possibili solo dal grande lavoro di Utopia.

Intanto neanche il Nintendo 64 riesce a battere la PSX: l'unica cosa che tiene in piedi Nintendo sono i Pokemon, fenomeno planetario di proprietà Nintendo. Il cartone animato ha infatti un successo incredibile e l'unico modo di giocare a un videogioco dei Pokemon è avere un Nintendo 64 o un Game Boy.

Nel 1999 la Bandai si butta nel mercato delle console portatili con il suo Wonderswan, molto più accattivante del Gameboy, consente anche ai mancini di giocare agevolmente, grazie alla singolare caratteristica di poter essere usata da ambo i lati. Il Wonderswan ha una buona diffusione e presto viene fatto seguire dal Wonderswan color, che non viene mai ufficialmente esportato dal Giappone.

wonderswan Bandai WonderSwan Color (2000), console portatile a colori. (Foto di Evan Amos – pubblico dominio (CC0))

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