Anni 1970: Il boom delle sale giochi e delle console casalinghe

Gli anni Settanta vedono il videogioco uscire dai laboratori e diventare intrattenimento pubblico, inaugurando un’industria completamente nuova.

Nel 1971 la prima macchina arcade a gettone, Computer Space, viene installata in un locale universitario: è una versione a monete di Spacewar! creata da Nolan Bushnell e Ted Dabney, i futuri fondatori di Atari.

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Nolan Bushnell

Computer Space inizialmente non fa scintille, ma nel 1972 arriva Pong a cambiare tutto.

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Screenshot di Pong (1972), videogioco arcade sviluppato da Atari. (Immagine utilizzata a fini didattici e storici)

Atari, neonata azienda fondata quello stesso anno, lancia Pong come cabinet arcade coin-op e il semplicissimo ping-pong elettronico diventa un fenomeno di costume.

Bar e sale giochi si riempiono di gente intenta a sfidarsi con le manopole di Pong, e sull’onda del suo successo spuntano innumerevoli imitazioni.

Nel 1972 viene anche commercializzata la prima console domestica, la Magnavox Odyssey, basata sul prototipo di Baer: collegata al televisore di casa, permette di giocare a pochi semplici giochi (come tennis e tiro a bersaglio) mediante cartucce interne e fogli in acetato sovrapposti allo schermo per simulare colori e scenari.

È un inizio rudimentale ma rivoluzionario: per la prima volta il videogioco entra nei salotti.

A metà degli anni ’70, i progressi tecnologici cambiano marcia: l’avvento dei microprocessori sostituisce le logiche a transistor delle prime console e consente di memorizzare giochi su cartucce ROM intercambiabili.

Nel 1977 Atarilancia l’Atari 2600 (VCS), console a cartucce con controller a joystick: è la prima console domestica davvero di massa, vendendo milioni di unità . Con l’Atari 2600 si afferma un modello di business fondamentale: la console come piattaforma su cui acquistare e collezionare molti giochi diversi nel tempo, invece di un sistema bloccato con un solo gioco.

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Atari 2600 (Foto collezione privata Felice Pescatore)

Mentre le console approdano in tante case, le sale giochi (arcade) vivono un’esplosione: nel 1978 il gioco giapponese Space Invaders accende la febbre degli arcade, diventando un fenomeno tale da causare (si dice) persino una carenza di monetine in Giappone.

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Space Invaders

Nel 1980 arriva Pac-Man, che con il suo vorace circoletto giallo conquista il mondo e trasforma i videogiochi in icone pop globali .

Verso fine decennio, i videogiochi sono ormai entrati nell’immaginario collettivo: tra console domestiche e cabinet arcade, giocare con lo schermo elettronico è uno svago sempre più diffuso tra i giovani.

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