Anni 1960: Gli albori e i primi esperimenti

Negli anni Sessanta, i videogiochi restano confinati nei centri di ricerca e nelle università, dove programmatori appassionati sperimentano nel tempo libero.

Nel 1961 lo studente universitario Steve Russel crea su un P DP-1 il primo vero videogioco, Space War in cui due astronavi (WedgeNeedle) si sfidano nello spazio a colpi di missili.

La primissima versione del gioco viene arricchita nei mesi successivi con l'introduzione del punteggio e della funzione di “Iperspazio” che permette all'astronave di scomparire ed apparire in un punto random dello schermo.

Nel 1962 viene presentata la versione definitiva che occupa circa 9 KByte.

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Screenshot da Spacewar!, il celebre videogioco del 1962 sviluppato al MIT (public domain)

Il gioco si diffonde rapidamente nelle università americane e comincia a stuzzicare la fantasia di Nolan Kay BushnellBill Pitts che avranno un ruolo fondamentale nella storia dei videogiochi.

Intanto l’idea di portare il gioco elettronico fuori dai centri di ricerca inizia a prendere forma: l’ingegnere Ralph Baer immagina di usare il televisore di casa come display per giochi interattivi. Nel 1967 Baer costruisce il prototipo “Brown Box”, che per la prima volta permette di giocare a semplici videogiochi su una TV domestica it.wikipedia.org.

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Ralph Baer

Nasce così il concetto di console domestica, anche se bisognerà aspettare il decennio successivo perché diventi realtà commerciale.

Verso la fine degli anni ’60, il seme è piantato: la tecnologia (come l’avvento dei transistor e dei primi microchip) e la creatività dei pionieri stanno preparando il terreno alla nascente industria videoludica.

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