Il C++ inizia la sua avventura agli inizi degli anni ‘80 grazie a Bjarne Stroustrup, nei laboratori Bell e deve il suo nome a Rick Mascitti, che suggerisce a Stroustrup di sostituirlo al nome originale “C with Classes”.

Di chiara ispirazione al C, originariamente il C++ viene sviluppato per essere adoperato in ambienti di simulazione (particolarmente complessi e guidati dagli eventi) che necessitano di un codice estremamente efficiente.

bjarne stroustrup

Bjarne Stroustrup

Uno dei punti cardine del C++ è la compatibilità con C, in modo da consentire il riutilizzo delle relative librerie e degli strumenti afferenti. Il miglioramento più significativo del linguaggio C++, rispetto al suo diretto predecessore, è il supporto della programmazione Object Oriented (OOP), che plasma il codice sugli oggetti e le relative operazioni ammesse sullo stato.

Il C++ diventa velocemente il linguaggio di riferimento del mondo enterprise, sopperendo a diverse lacune del C, tra cui, l’assenza del controllo sui tipi, e costituendo un naturale approdo per i tanti programmatori proveniente dal linguaggio di Ritchie.

Due delle più grosse software house che hanno investito sul lignaggio sono state Borland e Microsoft. In particolare la casa di Redmond nel febbraio del 1993 presenta Visual C++, successore della serie dei compilatori C/C++, QuickC. Inizialmente rilasciato solo nell’edizione a 16bit, viene subito affiancato da quella a 32bit, e riunito in un unico package “16/32 bit”, anche se le versioni sono differenti: 1.5 (rilasciata a dicembre del 1993) per quella a 16bit, 1.0 per quella a 32bit.  C’è da precisare che la prima versione a 32bit non ha il supporto a OLE 2.0 e ODBC, cosa che favorisce, ancora per un po’, l’utilizzo di quella a 16bit.

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Visual C++ 1.5

La versione 1.5 è l’ultima release a 16-bit, anche se non mancheranno dei fix update che porteranno la 1.5 alla 1.52c, incluse in Visual C++ 2.x, disponibile solo nella versione a 32bit e dotato delle MFC 3.0.

Nel 1995, viene presentato Visual C++ 4.0 (la versione 3 viene saltata, probabilmente per allineare l’ambiente al numero di release di Windows 95 -4.0- e del futuro NT 4, essendo disegnato proprio per tali sistemi) che porta in dote le nuove MFC 4.0 e segna il progressivo abbandono per le Win32s (le api di Win 3.1x), che avviene definitivamente con la minor release 4.2.

Mentre VC5 è una sorta di raffinamento della 5, VC6 (1998) delude un po’ le aspettative, presentandosi con MFC 6 non all’altezza delle aspettative e un debugger non particolarmente efficiente, soprattutto con una serie di bug in ambiente Windows XP, risolti solo in seguito con la patch denominata “Visual C++ 6.0 Processor Pack”.  Questa versione include, inoltre, una serie di tool identificati come eMbedded Visual C++ (vers. 4) che permettono lo sviluppo per la piattaforma Windows CE.

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