Windows CE 2.x

Con Windows CE 2, Microsoft esce dal confine degli H/PC e abbraccia il mondo degli Embedded Device in generale, accreditandosi così come Embedded Operating System. Ciò è reso possibile grazie ad una completa riscrittura del CORE del sistema operativo, tanto da far considerare questa release come la prima versione ufficiale di CE, relegando le release 1.x al ruolo di public beta, anche a seguito della scarsa diffusione e del ridotto ciclo di vita ad esso associato.

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Windows CE 2 Desktop

Con l’allargamento delle specifiche hardware, il nuovo CE può essere usato in modo più flessibile dai produttori OEM, adottandolo a sistemi come: ATM, Autovetture, Console per giochiHandheld PC (ovviamente) e, persino, elettrodomestici.

Il nuovo CE è ora in grado di gestire un quantitativo più ampio di memoria che, con un Object Store (l’equivalente dell’Hard Disk sui sistemi desk) da 4 Mb, permette lo sviluppo di applicazioni più complesse e robuste.

Il supporto alle modalità half e full VGA a colori (24 bit) determina, in sostanza, la creazione di due distinte tipologie di utenti: quelli che sono alla ricerca di un PDA e quelli che cercano un sostituto light dei notebook. Tale distinzione sarà eredita negli anni immediatamente a seguire, creando community specifiche di utenti e sviluppatori.

Fanno la loro comparsa i font True Type, che migliorano sensibilmente la resa visiva dei display e permettono lo zoom del test all’interno delle applicazioni, e il font Tahoma (con una dimensione di 9pt) diviene il font standard di sistema. Nota dolente del supporto ai display a colori è la sensibile riduzione della durata della batteria.

Il primo dispositivo H/PC, a montare CE 2.0, viene rilasciato il 13 ottobre del 1997, a meno di tre settimane dall’uscita ufficiale dell’OS e sfoggia la nuova UI che prende spunto dal cugino desktop Windows 98, continuando, quindi, a proporre un ambiente familiare a chi è abituato ai sistema di casa Microsoft. Il pulsante Start implementa i menu a cascata, consentendo una migliore organizzazione dei contenuti, mentre l’installazione standard (OEM) include: pocket Explorer, pocket Office (ora arricchito con pocket) complementare a Office 97. Nel 1999 pocket Office viene aggiornato per supportare Office 2000.

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pocket Power Point

CE 2 fa un decisivo passo in avanti nel supporto ai dispositivi di comunicazione, grazie ad un nuovo kernel layer specifico e a nuovi driver relativi che supportano: ethernet, modem analogici, reti infrarossi, GSM e connessioni cellulari, virgining wireless networking (non basata sul protocollo 802.11) e altre reti. Viene, inoltre, aggiunta la possibilità di connessione a monitor VGA ed il supporto ai moduli di memoria PCMCIA / CF.

Praticamente CE 2 si propone come lo strumento ideale per gli uomini d’affari che hanno necessità di un dispositivo completo per gestire il loro business in movimento.

Il supporto ai tipi di processore aumenta notevolmente, ponendo particolare a quelli a basso consumo energetico. Nel lungo elenco troviamo:

      1.  AMD Elan SC400
      2.  DEC SA1100 (StrongArm)
      3. Hitachi SuperH 3 (SH3)
      4. Hitachi SuperH 4 (SH4)
      5. IBM PPC 4036C (x)
      6. Intel x86 (468DX / Pentium)
      7.  Motorola PowerPC 82x
      8.  NEC VR3900 (MIPS)
      9. NEC VR4101 (MIPS)
      10. 1NEC VR4102 (MIPS)
      11. NEC VR4300 (MIPS)
      12. Philips DR 31500
      13.   Toshiba TX3912

Comunque è interessante sottolineare che la maggior parte dei dispositivi vengono realizzati su CPU MIPS o SH3, mentre nessuno decide di utilizzare l’i486 o il Motorola 82x.

La versione originale viene aggiornata velocemente alla release 2.01 con il supporto al giapponese, ma non cambia ufficialmente la numerazione. Questo upgrade, inoltre,  migliora la gestione dell’input e diviene la base per i primi dispositivi CE Based keyboard-less, ovvero i Palm PC (in the palm of your hand) che però si presentano inizialmente con il grosso limite dell’assenza di pocket Office e pocket Internet Explorer. In realtà questo tipo di dispositivi sembra non interessare molto a Microsoft che, tra l’altro, non rilascia neanche le necessarie librerie di sviluppo per VB, costringendo i developer a usare MFC+ con Visual C++.

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Palm (sized) PC

La questione è che la casa di Redmond è alla ricerca della giusta formula per consentire al proprio OS di lavorare senza l’uso della tastiera e garantire il supporto ai display con dimensioni QVGA. Inoltre, in seguito alla causa di 3Com intentata per l’assonanza del sistema Microsoft con il proprio Palm OS, il nome del prodotto made in Redmond diventa: Palm-Sized PC.

Nel frattempo la componente CORE viene aggiornata alla release 2.10/2.11,  includendo:

    1. Miglioramenti al TCP/IP;
    2. Supporto alla FAT32;
    3. File System Wrapper modulare, capace di supportare 256 differenti tipi di file system;
    4. Una dimensione dell’Object Store di 16MB e non più di 4MB;
    5. Supporto al Software Input Panel (SIP) integrato nell’OS;
    6. Interprete da riga di comando;
    7. Supporto hardware alle Fast Infrared Port (FIR);
    8. Supporto all’USB;
    9. Capacità di gestire file di larghe dimensioni;
    10. Store del database di sistema su supporti esterni

La 2.11 è anche la base della prima Platform Builder Release (PBR), un set minimale contenente tutto il necessario per sviluppare una propria piattaforma personalizzata, ma senza alcuna shell proprietaria, grafica o a riga di comando che si voglia. La Platform Builder Release sarà alla base di tutte le successive edizioni custom e l’aggiornamento del sistema Palm-Sized PC (1.1, autunno 1998), pensato per il mercato asiatico, fa da apripista a questa nuova tendenza.

Con esso le caratteristiche tipiche degli H/PC sono disponibili anche per i dispositivi a colori QVGA e vengono rilasciate le apposite versioni di pocket Internet Explorer e pocket Office, con il supporto del riconoscimento calligrafico esteso anche al Cinese.

Sul finire del 1998 Microsoft aggiorna anche l’edizione di Windows CE dedicata agli H/PC (release 2.11), conosciuta come Handheld PC Professional che porta in dote pocket Access e un aggiornamento a pocket Word e a pocket Excel che gli consente di leggere direttamente i file delle rispettive edizioni desktop senza necessità di convertirli. Viene rilasciata anche una speciale versione aggiornamento per gli OEM, in modo da agevolare l’upgrade dei dispositivi esistenti e già venduti.

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H/PC Pro

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pocket Access

A febbraio del 1999, sulla base della versione core 2.11, l’edizione occidentale del Palm-Sized PC viene allineata a quella asiatica e raggiunge versione 1.2. In pratica si colma così il gap del mancato supporto ai display a colori per i dispositivi QVGA based, ma, stranamente, mancano ancora all’appello pocket Office e pocket Internet Explorer, mentre viene introdotto Windows CE Services 2.2 per le attività di sincronizzazione.

Il ciclo di sviluppo della versione 2 di Windows CE si conclude con il rilascio della versione CORE 2.12 (nelle varie incarnazioni) significativa dal punto di vista delle migliorie introdotte, ma ritenuto inutile dagli OEM che, per lo più, preferiscono aspettare il nuovo Windows CE 3. La nuova PBR è fortemente modulare, più stabile, sicura ed efficiente e comprende, per la prima volta, una Base Shell esteticamente simile a quella dell’ H/PC Pro, utilizzabile senza licenze aggiuntive. Anche il fronte web presenta interessanti novità: pocket Internet Explorer, derivato dalla versione 4.01 SP2 Desktop, permette l’utilizzo di applicazioni web avanzate, catapultando il sistema nel mercato dei thin client dedicati al mondo web. Inoltre è ora possibile includere un secondo browser opzionale. Bisogna infine sottolineare che, per la prima volta, la PBR diventa un vero e proprio prodotto commerciale, consentendo l’aggiornamento in proprio delle precedenti edizioni.

E’ interessane evidenziare che nel corso dello sviluppo delle varie versioni 2.xx l’originale tool di sincronizzazione Windows CE Services viene gradualmente sostituito con il più efficiente ActiveSync 3.0.

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