Ai numeri enormi del fenomeno, si accompagno anche un numero elevati di resi (pratica tipica dei giornali e delle riviste in edicola) che però non provoca un’altrettanta giacenza di grandi dimensioni, grazie al fatto che gli editori si adoperano sin da subito nel trovare modi, anche creativi, per disfarsene.
Una delle tecniche più usate è quella di creare raccolte che uniscono più numeri invenduti e riproporle nelle edicole quasi come fossero una collana a parte, sia con una nuova veste, ma anche, semplicemente, sigillando insieme più cassette e riviste giacenti, con l'apposizione sporadica della dicitura “ristampa”.
Tra le varie pubblicazioni, si fa notare sicuramente Hit Parade che inizia con 20 giochi a cassetta, per poi arrivare a 30.

Hit Parade vol.1 (Foto collezione privata Felice Pescatore)
Parallelamente, gli editori devono anche occuparsi di garantire un certo stock di arretrati, ordinabili tramite le istruzioni sulle riviste e pagabili, ad esempio, inviando francobolli o effettuando un versamento sul conto corrente postale dell'azienda.
Non di rado, però, avendo eliminato gli stock in concomitanza della conclusione di una collana, poteva capitare che, in relazione alla richiesta di uno specifico arretrato, l’editore non riuscisse a soddisfare la richiesta perché aveva esauriti i fondi di magazzino.
In tal caso viene inviata una cassetta anonima copiata dal master dell'originale, senza scritte e senza manuale, magari accompagnata da un numero non richiesto, in confezione originale, ancora in stock.
La Pubblirome/Edigamma (come detto il più longevo degli editori), fin dall'inizio sfrutta l’idea “dell’offerta del mese”, con cui riproporre costantemente in edicola le giacenze:
“10 fantastiche cassette a solo 15.000 lire comprese di spese di spedizione, da richiedere inviando l'importo in francobolli all'azienda”

Nonostante si tratti di rimanenze di magazzino, l’iniziativa è un affare sia per l’editore, che si libera dei fondi di magazzino, che per l'acquirente, che, tipicamente, al costo di 2 cassette se ne vede arrivare ben 10 direttamente a casa. L’incognita principale è dovuta al fatto di non conoscere i giochi in anticipo, dato che la scelta delle cassette è casuale con il rischio di ricevere un numero di una collana che già si possiede.
Di.Erre, intorno al 1992, propone in edicola una nuova rivista chiamata TRIS 64 contenente 3 dischi floppy provenienti da 3 riviste diverse (ZIP Disk e M.A.S.H in particolare), venduta ad un prezzo vantaggioso: 10.000 lire (circa 5 euro) nel primo e secondo numero e solo 5.000 lire (circa 2,50 euro) dal terzo in poi. Stesso discorso per la "famosa" rivista Pirata, le cui rimanenze ricompaiono tra la fine del 1992 e gli inizi del 1993, con un bollino "special" attaccato sopra, e con allegato una cassetta Alga Soft (per Commodore 64) o un floppy pirata per Commodore Amiga.
Ma le giacenze e i resi non vengono solo gestiti tramite offerte e ri-pubblicazioni. Sempre restando nel campo degli editori delle “cassette napoletane” si osservano anche altre iniziative:
- riutilizzare le casette sovrascrivendole, sfruttando il fatto che le stesse non riportano su di esse i titoli contenuti e quindi non hanno scritte riconoscibili.
- affidare i resi ai venditori dei mercatini cittadini (opzione scelta in particolare da F.S.N.)
L’ultimissima idea è quella di inserire le cassette nelle famose Buste Sorpresa: capita, quindi, di comprare una di queste buste busta sorpresa e dentro trovarci adesivi, fumetti, pupazzetti economici e.... una cassetta per home-computer.