Digital Research

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La storia di Digital Research nasce dalla figura di Gary Kildall, informatico, ricercatore e docente universitario.

Negli anni Settanta Kildall collabora con Intel nello sviluppo delle tecnologie legate ai microprocessori. In quel periodo il settore informatico sta vivendo una trasformazione radicale: i grandi computer aziendali lasciano lentamente spazio ai primi microcomputer basati su processori come Intel 8080 e Zilog Z80.

Kildall intuisce che il futuro non è soltanto nei componenti hardware, ma soprattutto nel software necessario per renderli utilizzabili.

Nel 1975 fonda, insieme alla moglie Dorothy, una piccola società chiamata inizialmente Intergalactic Digital Research, nome successivamente abbreviato in Digital Research Inc. (DRI).

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Gary si occupa dello sviluppo tecnologico, mentre Dorothy assume un ruolo fondamentale nella gestione commerciale e amministrativa dell'azienda.

La società nasce quindi con una struttura molto diversa dalle aziende informatiche tradizionali dell'epoca: non produce computer, ma crea strumenti software destinati a far funzionare una nuova generazione di macchine.

Alla fine degli anni settanta il mercato dei microcomputer è ancora frammentato e ogni produttore realizza hardware diverso e spesso incompatibile. Digital Research introduce un modello commerciale innovativo: creare software indipendente dalla macchina, vendibile a molti produttori hardware differenti.

Questa strategia permette all'azienda di crescere rapidamente, incentrando il suo core business sul sistema operativo CP/M e i relativi derivati.

Nel giro di pochi anni Digital Research diventa il principale fornitore software del nascente mercato dei personal computer, con il CP/M adottato da centinaia di produttori e diventa uno standard industriale.

La crescita è impressionante: nel 1981 l'azienda conta decine di dipendenti e migliaia di installazioni del proprio software su configurazioni hardware differenti. Nel 1983 raggiunge ricavi di decine di milioni di dollari, diventando una delle più importanti società software indipendenti del mondo.

Ma Digital Research non è soltanto un'azienda di successo commerciale: è anche un centro di innovazione, tanto che negli anni ottanta sviluppa numerose tecnologie che anticipano tendenze future:

  • sistemi operativi multitasking
  • ambienti grafici
  • strumenti di sviluppo
  • soluzioni per reti informatiche
  • sistemi per il mercato professionale

L'azienda raccoglie alcuni dei migliori programmatori dell'epoca e crea un ambiente molto orientato alla ricerca.

Tra le figure importanti che lavorano in Digital Research figurano programmatori e manager destinati successivamente a ricoprire ruoli importanti nell'industria informatica, tra cui Gordon EubanksTom Rolander ed Ed McCracken.

Il 1980 rappresenta il punto di svolta, con IBM che decide di entrare nel mercato dei personal computer e cerca un sistema operativo per il proprio nuovo prodotto. Digital Research appare inizialmente come il candidato naturale: possiede il sistema operativo più diffuso nel settore dei microcomputer.

La trattativa però non porta a un accordo. IBM si rivolge quindi a Microsoft, che acquisisce un sistema operativo sviluppato da Seattle Computer Products (Q-DOS) e lo adatta per il nuovo PC IBM.

La conseguenza è storica: nasce il mercato dominato da PC-DOS e MS-DOS.

Per Digital Research questo rappresenta l'inizio di un lungo periodo di difficoltà strategica. L'azienda possiede ancora tecnologie valide, ma perde il momento decisivo in cui si definisce lo standard del personal computer compatibile IBM.

Dopo la perdita della leadership nel mercato dei PC IBM compatibili, Digital Research cerca nuove strade e, in particolare, nel 1984 presenta GEM (Graphics Environment Manager), un'interfaccia grafica progettata per offrire un ambiente alternativo ai sistemi a caratteri. GEM rappresenta una delle prime vere alternative a Windows, ma non riesce a conquistare il mercato.

Il problema principale di Digital Research non è la mancanza di tecnologia, ma la difficoltà nel trasformare l'innovazione in uno standard commerciale.

Alla fine degli anni ottanta, Digital Research torna a concentrarsi sul mercato dei sistemi compatibili DOS: nasce così il DR-DOS, un sistema operativo progettato per competere direttamente con MS-DOS.

Dal punto di vista tecnico il prodotto riceve recensioni molto positive e molti utenti lo considerano superiore alla proposta Microsoft, tuttavia, il mercato è ormai profondamente cambiato con la società di Redmond ormai al centro dell'informatica personale.

La competizione fra Digital Research e Microsoftdiventa anche uno dei capitoli più discussi della storia antitrust del software, con accuse riguardanti pratiche commerciali e il controverso caso AARD Code inserito nelle versioni beta di Windows 3.1.

Nel 1991 Gary Kildall e gli azionisti decidono di vendere Digital Research a Novell.

L'acquisizione vale circa 120 milioni di dollari e permette a Novell di entrare in possesso di tecnologie importanti per il settore dei sistemi operativi e delle reti.

Dopo l'acquisizione, i prodotti Digital Research vengono progressivamente integrati nella strategia Novell con il DR-DOS viene rinominato Novell DOS, ma il progetto non riesce a recuperare terreno rispetto alla crescita inarrestabile di Microsoft Windows.

Mentre il marchio Digital Research perde progressivamente identità autonoma, Gary Kildall muore nel 1994 all'età di 52 anni.

Nel 1996 gli asset Digital Research vengono acquisiti da Caldera, società guidata da Bryan Sparks con il supporto dell'ex dirigente Novell Ray Noorda. Successivamente il patrimonio software passa attraverso ulteriori società, tra cui Lineo e DeviceLogics.

La società Digital Research, come realtà indipendente, scompare definitivamente.

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