Evoluzione dei Microprocessori

Il decennio degli anni ’70 rappresenta il terreno fertile in cui germoglia l’informatica personale. È un’epoca di fermento tecnico, anche se apparentemente silenziosa.

Nel 1971 debutta il primo microprocessore, l’Intel 4004, ma bisogna attendere il 1977 per vedere comparire i primi veri personal computer.

Nel frattempo, si sviluppano le componenti fondamentali che renderanno possibile la nascita di questi nuovi strumenti: memorie, circuiti di I/O, periferiche.

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cpu_waferMa è proprio il microprocessore ad essere il cuore pulsante di ogni dispositivo digitale moderno: un piccolo ma potentissimo chip, capace di eseguire milioni di operazioni al secondo.

Ma come nasce questa meraviglia della tecnologia?

Tutto parte da un materiale ben noto: il silicio. Si parte da un monocristallo di silicio estremamente puro, tagliato in sottili fette (wafer) e sottoposto a processi termici ad alta temperatura. Durante questi trattamenti, il silicio viene “drogato” aggiungendo impurità controllate, che ne alterano le proprietà elettriche rendendolo un semiconduttore. Il silicio drogato può condurre elettricità meglio di un isolante, ma meno di un metallo come il rame – ed è proprio questa proprietà intermedia a renderlo perfetto per costruire i transistor.

All’interno di un microprocessore troviamo infatti un insieme di milioni (o addirittura miliardi) di questi minuscoli transistor, collegati tra loro in un unico circuito integrato.

A differenza di altri chip specializzati (ad esempio quelli audio o di controllo), il microprocessore è progettato per elaborare informazioni: riceve input, esegue calcoli ed emette output, tutto al suo interno. Per questo motivo viene anche chiamato CPU (Central Processing Unit), l’unità centrale di elaborazione.

La CPU svolge due funzioni fondamentali: 

  1. Coordinamento – Coordina il funzionamento dell’intero sistema, inviando segnali di controllo ai vari componenti (memoria, periferiche, ecc.).
  2. Elaborazione – Esegue operazioni logico-aritmetiche, come somme, confronti tra valori, spostamenti di bit e così via, elaborando effettivamente i dati.

Per svolgere questi compiti, all’interno del microprocessore sono presenti tre unità principali:

  • Unità di Controllo (CU)- È il “regista” della CPU, che interpreta le istruzioni e dirige il traffico dei dati e dei segnali di controllo all’interno del processore.
  • Unità Logico-Aritmetica (ALU) - È il circuito deputato all’esecuzione dei calcoli e delle operazioni logiche richieste dalle istruzioni (somme, sottrazioni, operazioni booleane, ecc.).
  • Registri- Sono piccole memorie interne velocissime, utilizzate per tenere temporaneamente i dati e le istruzioni su cui la CPU sta lavorando. I registri permettono di accedere ai dati in modo molto più rapido rispetto alla memoria centrale (RAM), velocizzando l’esecuzione dei programmi.

Ogni istruzione eseguita dal processore segue un ciclo di lavoro ben preciso, noto come ciclo istruzione:

  1. Fetch – La Control Unit preleva (fetch) l’istruzione dalla memoria, accedendo all’indirizzo indicato dal Program Counter (registro che punta alla prossima istruzione da eseguire).
  2. Decode – L’istruzione viene poi decodificata e interpretata. In questa fase la CPU “comprende” quale operazione deve essere effettuata, grazie a circuiti dedicati (logica cablata) o tramite microcodice interno.
  3. Execute – Avviene l’esecuzione vera e propria: la CPU esegue l’operazione richiesta (spesso coinvolgendo l’ALU per i calcoli) e produce un risultato. Eventuali risultati vengono scritti nei registri o in memoria, e si passa quindi all’istruzione successiva. 

Questo ciclo di Fetch–Decode–Execute è sincronizzato da un segnale di clock, un orologio interno che scandisce con estrema precisione ogni fase.

La frequenza di clock, misurata in megahertz (MHz) o gigahertz (GHz), determina quante operazioni possono essere effettuate per unità di tempo: più alto è il clock, più istruzioni al secondo possono essere eseguite.

Oltre al clock, la potenza di una CPU si può misurare in MIPS (Million Instructions Per Second), ovvero milioni di istruzioni al secondo eseguite in pratica.

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